Storia

L’indagine svolta alcuni anni fa sulla frequenza alla celebrazione eucaristica domenicale ha confermato la distanza della maggioranza della popolazione alla vita parrocchiale. La frequenza registrata nell’indagine è intorno al 11 – 12 %. Di questi il 75% hanno un’età che va dai 40 anni in su. Solo il 2,5 % è costituito da giovani dai 18 ai 25 anni! Oltre alle difficoltà comuni alla maggioranza delle persone nel vivere la fede oggi, quello che si percepisce è una percentuale molto alta di indifferenza al fatto religioso. Anche se non si è contrari al fatto religioso, viene tenuto in secondo piano: trovare casa, lavoro, impegni sociali…i tempi stretti in cui si vive, sono l’assillo per tanti. Si risveglia un po’ nei momenti significativi della vita: matrimoni, battesimi,catechismo con le prime comunioni e cresime, e nei funerali.
Le giovani coppie spesso cercano una casa in altri comuni, visto il prezzo molto alto degli affitti e i costi per l’acquisto di una casa sul territorio parrocchiale. La maggioranza dei giovani continua gli studi a livelli superiori e buona parte a livello universitario. La condizione economica della maggioranza è più che soddisfacente. Ci sono però alcune decine di famiglia nell’ambito della parrocchia che fanno fatica economicamente e sono aiutati, oltre che dall’assistenza pubblica, anche dalla Caritas parrocchiale con pacchi viveri.

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